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Stalking: quando le attenzioni diventano persecuzioni

1 agosto 2010

Presentazione

Qualsiasi serie di atti persecutori reiterati, di aggressioni psicologiche e molestie, condotti con le più svariate modalità - e-mail, sms, telefonate, appostamenti, pedinamenti, minacce – grazie alla legge 38 del 2009 oggi costituisce un reato denominato Stalking. Per esso la legge prevede condanne da 6 mesi a 4 anni di reclusione, con l’articolo 612 bis del Codice Penale. Le pene sono aggravate se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona legata alla vittima da relazione affettiva. Lo stesso accade se lo stalking avviene a danno di un minore, di una donna incinta, di una persona disabile. Il reo è punito con l’ergastolo se, nell’escalation di atti persecutori accertati, uccide la vittima.

Dall’entrata in vigore della legge sullo stalking, il 25 febbraio 2009, è emerso un fenomeno dalle dimensioni allarmanti, portando alla luce centinaia di richieste di aiuto da parte delle vittime: in poco più di un anno vi sono stati 1.216 arresti a fronte di oltre 7000 denunce, al Nord come al Sud e sono aumentate del 25% le richieste di aiuto al 1522, il numero antiviolenza e antistalking del Ministero per le Pari Opportunità.

Inoltre presso il Dipartimento è operativo da marzo 2009 il Nucleo dei Carabinieri – Sezione Atti persecutori, specializzato e attivo sulla nuova tipologia di reato. E’ composto da 13 Carabinieri – criminologi, psicologi, sociologi, biologi e informatici – dedicati al monitoraggio del fenomeno dello stalking e all’individuazione dei profili psicosociali degli stalker. L’obiettivo finale è quello di realizzare un vademecum di riconoscimento per tutti gli operatori investigativi e di giustizia che si confrontano con la nuova tipologia di reato.

Nell’estate 2009, e successivamente a dicembre, è stata avviata una capillare campagna di informazione e sensibilizzazione per portare a conoscenza dell’importanza della legge sullo stalking.
Visti i tragici casi di violenza ed omicidio che ci ha consegnato la cronaca all’inizio di questa estate il Ministro Carfagna ha deciso di veicolare nuovamente la campagna: un “appello” che viaggerà attraverso giornali, spot televisivi e radiofonici, internet, materiale ‘below the line’ nelle stazioni delle città italiane e pubblicità su autobus e metro.

Lo spot tv mostra l’inquadratura ravvicinata di una giovane donna, seduta in preda all’angoscia nel salotto di casa, ossessionata dalle incessanti telefonate del suo persecutore. Lentamente l’inquadratura si allarga, rivelando come la stanza si sia tramutata in una vera e propria gabbia che imprigiona la donna.

“Denuncia chi ti perseguita. Riprenditi la libertà” è il claim che chiude lo spot.

Lo spot andrà in onda sulle reti Rai dal 1 agosto per 14 giorni.

A cura del Dipartimento per le pari opportunità

Campagna agosto 2010

Diffusione

Link sul web

stalking , campagna , violenza
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