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Sostegno alle riorganizzazioni aziendali

Con la legge 27 dicembre 2013, n. 147 è stato istituito  il Fondo Straordinario per gli interventi di sostegno all’Editoria destinato per il triennio 2014/2016 ad incentivare tra l’altro agli investimenti in innovazione tecnologica e digitale da parte delle imprese editoriali, anche di nuova costituzione, l’ingresso di giovani professionisti nel campo dei nuovi media nonché a sostenere le ristrutturazioni aziendali e gli ammortizzatori sociali. La legge prevedeva un meccanismo di ripartizione annuale – con provvedimento del Ministro o del Sottosegretario delegato all’editoria - delle risorse stanziate sul Fondo (50 milioni di euro per il 2014, 40 milioni per il 2015 e 30 milioni per il 2016) per finanziare in modo flessibile gli interventi di sostegno ritenuti più opportuni tra quelli indicati dalla stessa legge.

In attuazione del predetto meccanismo sono stati adottati i provvedimenti di ripartizione in data 30 settembre 2014 e 10 novembre 2015, destinando le relative risorse, in particolare:

  • alla promozione di assunzioni con contratto di lavoro subordinato di giornalisti in possesso di specifiche competenze professionali a fronte di sgravi contributivi consistenti nella riduzione della contribuzione previdenziale a carico delle imprese editrici, per un periodo di 36 mesi, in misura pari al 100% dell’aliquota ordinaria, per le assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, e al 50% per quelle a tempo determinato, avvenute entro il 31 dicembre 2014. Le risorse destinate a tale finalità ammontano a 3.500.000 di euro; peraltro è da considerare che gli incentivi all’occupazione dei giornalisti a tempo indeterminato sono poi confluiti nella misura generale in materia di sgravi contributivi prevista dalla legge di stabilità per l’anno 2015 (art.1, comma 118, della legge 23 dicembre 2014, n. 190), mentre è rimasta a carico del Fondo straordinario, per un ammontare  pari ad euro 65.000, la copertura degli oneri relativi agli sgravi contributivi per le assunzioni di giornalisti con contratto di lavoro a tempo determinato effettuate tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2015.In applicazione di tale misura, sono stati assunti, al 31 dicembre 2014, n. 209 giornalisti, di cui 173 con contratto di lavoro a tempo indeterminato e 36 a tempo determinato; inoltre, nei primi quattro mesi del 2015, sono state effettuate n. 22 assunzioni ulteriori di giornalisti con contratto di lavoro a tempo determinato;
  • al finanziamento, in parte, degli ammortizzatori sociali erogati in favore dei giornalisti disoccupati o interessati da processi di riduzione dell’attività lavorativa per collocamento in cassa integrazione guadagni straordinaria o dalla stipula di contratti di solidarietà. Le risorse complessivamente destinate a tale finalità sono state pari a 4.572.000 euro;
  • all’incentivazione degli investimenti in innovazione tecnologica e digitale anche per imprese di nuova costituzione. A tale scopo è stata istituita la Sezione speciale del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese presso il Ministero dello sviluppo economico, cui è stata versata la somma di 7.450.000 euro per garantire i finanziamenti bancari;
  • al rifinanziamento per l’accesso alla pensione di vecchiaia anticipata per i giornalisti: una delle finalità originarie del Fondo straordinario riguardava, infatti, il sostegno ai programmi di ristrutturazioni aziendali effettuati mediante revisione dell’organico con il ricorso ai trattamenti di vecchiaia anticipata previsti dall'articolo 37, comma 1, lettera b), della legge 5 agosto 1981, n. 416. In sede di attuazione della norma è però emersa l’impossibilità (sotto il profilo tecnico-contabile) di impegnare le risorse del Fondo, avente operatività triennale, per sostenere misure, come i prepensionamenti, con una dinamica temporale ordinariamente più lunga. Per questa ragione, con l’articolo 1-bis del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, è stato disposto il rifinanziamento del Fondo ordinario pluriennale per l’accesso alla pensione di vecchiaia anticipata di cui alla legge n. 416, stornando dal Fondo straordinario la quota di risorse finanziarie che era stata destinata a quella finalità e “spalmandola” su più anni.

Nella norma di rifinanziamento del Fondo ordinario sono state comunque fatte salve le regole previste per l’accesso al Fondo straordinario, che riconoscevano il finanziamento alle aziende che avessero presentato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali piani di ristrutturazione o riorganizzazione in data anteriore all’entrata in vigore del decreto-legge n. 90 del 2014 (vale a dire prima del 25 giugno 2014) e a condizione che le imprese interessate avessero integrato gli accordi di riorganizzazione o ristrutturazione già presentati con la previsione di contestuali assunzioni, nel rapporto di un’assunzione a tempo indeterminato ogni tre prepensionamenti, condizione questa non applicata alle imprese i cui accordi prevedano un massimo di cinque prepensionamenti. Complessivamente, le risorse stornate dal Fondo straordinario per il rifinanziamento del Fondo ordinario per l’accesso alla pensione di vecchiaia anticipata per i giornalisti sono state pari a 33.000.000 di euro.

In attuazione degli obiettivi delineati nella legge di delega del Parlamento al Governo (la citata legge n. 198/2017), sono state introdotte nuove disposizioni in materia di riconoscimento degli stati di crisi per le imprese editoriali anche con riferimento ai requisiti per l’accesso dei giornalisti ai trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata. Con il decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 69 è stata data puntuale attuazione alla delega per l’erogazione degli ammortizzatori sociali e dei requisiti richiesti ai giornalisti per l’accesso ai trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata, con la finalità di allineare, progressivamente e con i necessari adattamenti dovuti alle peculiarità del settore, le regole vigenti in materia per le imprese editoriali a quelle previste in generale per gli altri comparti industriali. In particolare, con l’intervento sui prepensionamenti è stato introdotto un incremento dei requisiti di anzianità anagrafica e contributiva e posto il divieto di mantenere un rapporto lavorativo con il giornalista che abbia ottenuto il trattamento pensionistico anticipato. Il provvedimento segue, peraltro, gli orientamenti a cui si è ispirata la riforma del sistema pensionistico dei giornalisti approvata recentemente dall’Istituto di Previdenza dei Giornalisti Italiani.

Di analogo segno è l’intervento sui criteri per il riconoscimento degli stati di crisi e l’erogazione degli ammortizzatori sociali: anche qui i principi ispiratori della delega imponevano di allineare sostanzialmente la disciplina delle imprese editoriali, risalente alla legge 5 agosto 1981, n. 416, alla normativa più generale, compendiata nel decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.

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