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Imprese editrici di quotidiani e periodici

Come nell’attuale sistema, il contributo comprende una quota di rimborso dei costi di produzione della testata e una quota per le copie vendute. Al fine di incentivare le pubblicazioni on line è prevista una percentuale di rimborso più alta per i costi connessi all’edizione digitale. Il meccanismo di calcolo prevede, per il rimborso dei costi connessi alla produzione dell’edizione su carta, tre scaglioni individuati in base al numero crescente di copie vendute, valorizzando la diffusione del prodotto editoriale desunta dall’indice delle vendite e attribuendo quote per ciascuna copia venduta maggiori alle imprese editrici che hanno più vendite e si collocano negli scaglioni più alti. Nello stesso tempo, per non sfavorire le realtà imprenditoriali più piccole alle quali è in primis rivolto il contributo all’editoria, sono previste, secondo criteri di economia di scala, percentuali di rimborso dei costi di produzione della testata inversamente proporzionali al numero delle copie vendute, con rimborsi, quindi, maggiori negli scaglioni in cui si collocano le imprese editrici con un minor numero di vendite.
Una novità significativa è costituita, poi, dall’introduzione di un limite massimo al contributo, che non può superare il tetto del 50 per cento dei ricavi conseguiti nell’anno di riferimento del contributo, nonché di un limite minimo, fissato in 5.000 euro, volto ad evitare l’eccessiva frammentazione del finanziamento, in linea con le indicazioni prospettate della Corte dei conti.
Infine, per quanto riguarda la liquidazione del contributo, è prevista volta, l’erogazione in due tranches, con il pagamento di una rata di anticipo da corrispondere entro il 30 maggio successivo alla presentazione della domanda.

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