Esplora contenuti correlati

Imprese editrici di periodici diffusi all'estero

Con il decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 (Capo V – Sezioni I e III) e il relativo decreto attuativo (D.P.C.M. 15 settembre 2017) è stata ridefinita la disciplina dei contributi diretti in favore delle imprese che editano, in Italia o all’estero, periodici italiani diffusi all’estero.

Le principali novità introdotte dalla riforma sono:

  • requisito dell’anzianità di costituzione dell’impresa e di edizione della testata di almeno due anni maturati prima dell’annualità per la quale la domanda di contributo è presentata:
  • possibilità di richiedere il contributo per una sola testata;
  • assenza di situazioni di collegamento o di controllo tra le  imprese richiedenti il contributo;
  • divieto di distribuzione degli utili provenienti dall’esercizio dell’anno di riscossione dei contributi e negli otto anni successivi, adottato con clausola statutaria;
  • obbligo di dare evidenza nell'edizione della testata del contributo ottenuto nonché di tutti gli ulteriori finanziamenti pubblici a qualunque titolo ricevuti;
  • impegno ad adottare misure idonee a contrastare forme di pubblicità lesive dell’immagine e del corpo e della donna;

per le imprese che editano i periodici in Italia:

  • requisito della diffusione prevalente all’estero in misura non inferiore al 60 per cento delle copie complessivamente distribuite;
  • regolare adempimento degli obblighi derivanti dalla normativa in materia di lavoro e previdenza e dal contratto di lavoro applicato dall’impresa editrice;
  • iscrizioni al Registro delle imprese, ove richiesto dalla normativa vigente;
  • proprietà della testata per la quale si richiede il contributo;

per i periodici editi e diffusi all’estero:  

Novità per gli Uffici consolari: gli Uffici consolari dovranno trasmettere al Dipartimento, entro il termine del 30 aprile successivo alla presentazione delle domande, la documentazione presentata dagli editori corredata da una propria dichiarazione attestante  la diffusione del periodico presso la comunità italiana presente nel Paese e la sua rilevanza informativa per le finalità previste dalla legge;

  • criteri per il calcolo del contributo: una quota degli stanziamenti destinati alla stampa periodica estera, pari al 10 per cento, è attribuita, come nel sistema attuale, in parti uguali tra le imprese risultate aventi titolo; per la parte restante è stato previsto per la stampa periodica italiana all’estero, analogamente a quanto avviene per la stampa in Italia, un sistema di contribuzione che comprende una quota di rimborso dei costi di produzione della testata e una quota per le copie vendute, secondo i criteri e le modalità indicati nell’articolo 22 del decreto legislativo n. 70;
  • non è più prevista, all’interno del procedimento, la Commissione deliberante di cui all’art. 1-bis, comma 4, del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63 e all’art. 2 del D.P.R. 11 agosto 2014, n. 138
Torna all'inizio del contenuto