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Innovazione del sistema distributivo dei prodotti editoriali

La complessità dell’impianto normativo elaborato dal Governo, la cui ampia portata dovrebbe essere a questo punto sufficientemente evidente, ha interessato l’intera filiera del sistema editoriale ivi incluso il sistema di vendita dei quotidiani e periodici. Con l’articolo 64-bis del decreto legge 24 aprile 2017 n. 50, convertito con modificazioni dalla legge del 21 giugno 2017, 96 è stata prefigurata la nuova disciplina del sistema di distribuzione e vendita della stampa quotidiana e periodica. L’innovazione della rete distributiva costituiva, infatti, uno degli obiettivi della riforma dell’editoria previsto dalla legge 26 ottobre 2016, n. 198; tuttavia, con riferimento a questo aspetto, la delega non è stata esercitata ma, in sede di conversione del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, è stato presentato e approvato un emendamento di iniziativa governativa che ha sostanzialmente attuato la delega.

La citata disposizione, nel riordinare la distribuzione al dettaglio dei prodotti editoriali, ha confermato l’attuale assetto della rete di vendita su tutto il territorio nazionale così come delineato dal decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170, in punti vendita “esclusivi”, tenuti alla vendita generale di quotidiani e di periodici, e “non esclusivi,” che possono vendere, alle condizioni stabilite dalla legge, quotidiani o periodici in aggiunta ad altre merci. A differenza di quanto previsto dalla normativa previgente, ed in linea con i principi e criteri direttivi della legge n. 198, la norma ha riconosciuto ai punti vendita “esclusivi”, anche in ragione della loro presenza capillare sul territorio nazionale, la possibilità di svolgere l'intermediazione di servizi a valore aggiunto a favore delle amministrazioni territoriali, delle aziende sanitarie locali, delle aziende di trasporto pubblico e delle aziende di promozione turistica.

L’aspetto saliente della nuova disciplina è rappresentato dall’estensione dell’istituto della segnalazione certificata d’inizio attività (SCIA) all’apertura di punti vendita “esclusivi” e “non esclusivi”. La disposizione, peraltro, riconosce all’autorità comunale, in via eccezionale e residuale, una competenza programmatoria per l’eventualità in cui la struttura del mercato non garantisca una localizzazione adeguata dei punti vendita. Rientrando il commercio tra le materie attribuite alla competenza esclusiva delle Regioni, il legislatore ha rimesso alla Conferenza unificata la definizione dei criteri e dei parametri qualitativi cui dovrà attenersi l’autorità comunale nell’esercizio della competenza programmatoria, affinché sia garantita, a salvaguardia dei motivi imperativi di interesse generale connessi alla promozione dell'informazione e del pluralismo informativo, una presenza capillare ed equilibrata dei punti vendita sul territorio nazionale, anche nelle aree periferiche, tale da soddisfare in modo diffuso la domanda dell’utenza e anche nell’avvicendarsi dei cicli stagionali.

Una seconda area di intervento della norma in esame ha riguardato i rapporti economici tra i soggetti della filiera distributiva. Si è scelto di intervenire sull'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170 che disciplina le modalità di distribuzione dei prodotti editoriali. In particolare, da un lato, si è fatto obbligo alle imprese di distribuzione territoriale dei prodotti editoriali, di garantire a tutti i  rivenditori l'accesso alle forniture a parità di condizioni economiche e commerciali per assicurare forniture adeguate, per tipologia e per quantitativi, a soddisfare le esigenze dell'utenza del territorio; dall'altro lato, si è vietato alle stesse imprese di distribuzione di condizionare le forniture a servizi, costi o prestazioni aggiuntive a carico del rivenditore, come pure di rifiutare la restituzione delle pubblicazioni fornite in eccesso rispetto alle esigenze dell'utenza del territorio o di quelle che non sono oggetto della parità di trattamento.

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